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SALDI INVERNALI: grande aspettativa da parte dei romani, ancora in calo i ricavi delle imprese

La stagione dei saldi, come testimoniano i dati elaborati con Format Research, si presenta ancora ricca di aspettative per i Romani – spiega Romolo Guasco, direttore di Confcommercio Roma –  che nonostante il Black Friday e le innumerevoli iniziative promozionali disseminate nel corso dell’anno continuano ad avere una notevole fiducia per gli sconti di inizio anno: la fase di incertezza economica che stiamo attraversando pesa anche, senza dubbio, sulle intenzioni per gli acquisti secondo cui il 26,7 % dei romani spenderà di più rispetto al gennaio 2022. La spesa media per i saldi invernali 2023 è invece in calo per il 13,4% del campione.

Di seguito i principali dati emersi lato consumatori:

  • È pari al 69,0% la quota di coloro che hanno in programma di effettuare acquisti durante i prossimi saldi invernali. Sono in prevalenza donne e giovani fino a 44 anni;
  • oltre il 60% di coloro che non  acquisteranno a saldo lo farà per risparmiare (la situazione economica è incerta), un terzo perché preferiscono le campagne scontistiche online; 
  • i capi di abbigliamento (94,1%) e le calzature (86,6%) sono in cima alle preferenze espresse dai consumatori rispetto agli articoli che intendono acquistare a saldo;
  • il 44,6% dei consumatori è in attesa dei prossimi saldi invernali per acquistare articoli ai quali sta pensando da tempo;
  • quasi la totalità dei consumatori destinerà un budget di spesa per i prossimi saldi invernali inferiore a 300 euro: si stima una spesa media pari a 167 euro;
  • oltre la metà di coloro che faranno acquisti in occasione dei prossimi saldi invernali si recherà presso i negozi di fiducia. Segue il canale online con il 39,2% delle preferenze;
  • il 68% di coloro che hanno acquistato a saldo in passato dichiara di sentirsi tutelato quando acquista a saldo.

“Altra faccia della medaglia: le imprese. Sempre a causa del perdurare della crisi economica – spiega il Direttore di Confcommercio Roma – si registra ancora un sensibile calo del fatturato: aumentano infatti nel 2022 le imprese del commercio al dettaglio non alimentare che hanno visto diminuire i propri ricavi rispetto all’anno precedente. Diventano quindi sempre più urgenti da parte delle Istituzioni interventi a sostegno del settore come quello di limitare la concorrenza dei colossi del web (web tax) e la riduzione del caro energia.”

Questi i dati relativi alle imprese:

  • Più di sei imprese su dieci hanno fatto ricorso nell’ultimo anno a campagne social (64,7%). Limitato il ricorso agli altri canali;
  • oltre il 58% delle imprese ritiene che il numero dei clienti che entreranno in negozio ai saldi non sarà molto diverso da quello dello scorso anno. È di poco superiore al 10% la quota delle imprese che prevede un aumento delle visite;
  • la riduzione dei consumi dovuta al clima di incertezza e il timore di non trovare gli articoli nei negozi sono i motivi addotti dalle imprese che prevedono una riduzione delle visite in negozio;
  • oltre l’82% delle imprese è d’accordo a mantenere una data unica per l’inizio dei saldi in tutta l’Italia;
  • è pari al 58,4% la quota di imprese che venderanno a saldo con una percentuale di sconto fino al 30%. Per la metà delle imprese i saldi invernali 2023 incideranno meno del 10% sulle vendite annuali complessive; per il 36% potranno incidere tra il 10 e il 20%.

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