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ROMA CAPITALE OLIMPICA DEI GRANDI EVENTI

I romani hanno cambiato idea: ora vogliono le Olimpiadi. È quanto emerge da una ricerca condotta da Confcommercio Roma, presentata oggi al Salone d’Onore del Coni.

L’88,7% dei cittadini residenti a Roma e provincia si dichiara favorevole all’idea che la Capitale debba essere chiamata a incrementare una politica dei grandi eventi, mentre l’11,3% è contro questa posizione e – all’interno di questa fascia di sfavorevoli – solo il 2,2% si dice del tutto contrario. Secondo gli intervistati i vantaggi per Roma sarebbero relativi allo sviluppo turistico e culturale, alla riqualificazione urbana, all’accelerazione delle opere, al potenziamento delle infrastrutture, alla visibilità all’estero, all’occupazione e alle occasioni di guadagno per i privati.

A fare da contraltare, gli svantaggi evidenziati da chi (l’11,3%, appunto) non ritiene necessaria l’organizzazione di tali manifestazioni: problemi di traffico e parcheggio, confusione e code, ritardi nella realizzazione delle opere, possibilità di corruzione, spese eccessive e danni all’ambiente.

In generale, l’82,7% dei cittadini ritiene che le Olimpiadi a Roma possano costituire un vettore di promozione e un’occasione di rilancio per il territorio. Il rischio più evidenziato è invece quello di non avere una legacy: 4 persone su 10 temono che le opere saranno abbandonate una volta terminato l’evento, divenendo delle vere e proprie cattedrali nel deserto.

Rispetto al “no” alle Olimpiadi del 2024, è cambiato il clima generale dei sentimenti. Ne ha parlato nel suo intervento Valerio Toniolo, presidente commissione cultura e grandi eventi di Confcommercio. Il 67,2% del campione sostiene infatti di avere fiducia nella capacità di Roma di assorbire l’impatto di una manifestazione, sfruttando la ricaduta in termini benefici per la collettività. Alcune zone, tra l’altro, sono state identificate come “ideali” per le strutture: le zone universitarie (56,6%) e i quartieri periferici (52%) in primis, mentre solamente il 27,9% vorrebbe ad esempio portare le Olimpiadi in centro storico. A proposito del “grande rifiuto” ai Giochi, per il 76,6% dei cittadini il rilancio economico della Capitale è stato penalizzato proprio dalla mancata candidatura alle Olimpiadi del 2024.

Sicuramente – ha spiegato il Commissario di Confcommercio Roma, Pier Andrea Chevallardla città per poter ospitare grandi eventi internazionali deve risolvere prima i suoi annosi problemi, fra tutti il decoro, che ad oggi da una pessima immagine di Roma nel mondo, nonostante, come ha poi rilevato il presidente del CONI Giovanni Malagò, all’estero il brand di Roma è imbattibile, ma non possiamo vivere solo della nostra storia. Se candidi Roma hai due strade: hai tutto pronto? Devi solo personalizzare la manifestazione. Se invece devi realizzare un impianto, una struttura, dove la manifestazione deve essere ospitata, qui cominciano i dolori“.

Questi numeri di fiducia nei confronti dei grandi eventi mi rincuorano – ha chiosato Alessandro Onorato, assessore allo Sport, Grandi Eventi, Turismo e Moda di Roma Capitale – Archiviata l’epoca dei ‘No’, con la clamorosa rinuncia alla candidatura per le Olimpiadi del 2024, la Capitale è finalmente ripartita. Ogni grande evento genera lavoro, produce ricchezza e contribuisce a rilanciare l’immagine di Roma”.

“Per noi lo schema sui grandi eventi è sempre lo stesso: utilizzare l’evento per esporre le ricchezze e i luoghi del territorio, una vetrina di promozione, e poi lasciare alle comunità locali una legacy che possa migliorare la qualità della vita. In questo modo diamo il senso dell’utilità del grande evento”, ha concluso Roberto Tavani, delegato allo sport del presidente della Regione Lazio.


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