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Quali strategie per il piccolo-medio dettaglio nel nuovo scenario di mercato?

In un momento critico e turbolento come quello che sta attraversando la nostra economia bisogna ricordarsi del monito di Sir Winston Churchill “non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata”. Forse è proprio questa la “giusta” prospettiva con cui affrontare la discontinuità persistente che sta interessando anche il dettaglio italiano.

La Rivoluzione Digitale, da un lato, l’emergenza sanitaria, dall’altro, e l’avanzata maturità (leggasi anche saturazione) dei mercati, da un altro lato ancora, hanno reso lo scenario competitivo alquanto “problematico” per il singolo operatore commerciale. Queste dinamiche ambientali rappresentano delle variabili non controllabili e, come, tali ci si può solo adattare per resistere: un ritorno al tempo zero è alquanto improbabile.

Sicché, il persistente incubo pandemico e la rivoluzione digitale hanno posto il dettaglio italiano di fronte all’esigenza di cambiare approccio e modello di offerta per restare (competitivo) sul mercato. Per il dettaglio la scelta strategica di base è se focalizzarsi sul modello “bassi costi per bassi prezzi” oppure sulla ricerca della diversità nell’esperienza in presenza (ma con un’anima commerciale comunque ibrida).

 

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