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imprenditoria e legalità

OSTIA, IL DIBATTITO DI ASCOM E SIB SU IMPRENDITORIA E LEGALITA’

“Imprenditoria e legalità” era il titolo del dibattito promosso da SIB Lido di Roma e da Confcommercio X Municipio, che vogliono far ripartire l’economia locale all’insegna della legalità.

Tra gli ospiti anche gli amministratori e le forze dell’ordine. In prima fila il capogruppo M5S del Comune di Roma, Paolo Ferrara, il capogruppo capitolino di Forza Italia, Davide Bordoni, la presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo.

Nella sua introduzione il presidente dell’Ascom, Armando Vitali, ha lanciato un grido di dolore e al tempo stesso un appello. Dopo aver citato le eccellenze socio-culturali di un territorio che ha “sette teatri e la più bassa dispersione scolastica” ha individuato in quanto accaduto a Ostia un errore di comunicazione nel non aver saputo valorizzare gli aspetti positivi della comunità e non aver ammesso la presenza di quel pezzo piccolo di città in mano alla criminalità.

Un appello alla dignità è venuto da Rosella Pizzuti, presidente del Sib. “Noi non nascondiamo la testa sotto la sabbia ma tiriamo fuori tutti insieme ciò che è bello del territorio – ha detto rivolgendosi poi alle autorità – Abbiamo bisogno della politica, dell’amministrazione, delle forze dell’ordine per andare avanti e crescere”. Pizzuti ha anche denunciato che nonostante tre richieste di incontro con gli amministratori locali, nessuno ancora si è confrontato con il Sib.

Raffaele Cantone e Francesco Caringella, oltre che magistrati, sono autori del libro “La corruzione spuzza“. Ed è stato il presidente di sezione del Consiglio di Stato a sottolineare che “bisogna credere nelle istituzioni: il venir meno al senso di fiducia nei confronti dello Stato lascia spazio alla criminalità. Ma lo Stato siamo noi e cosa potete fare per lo Stato? Solo dopo potrete pretendere dallo Stato”. Dopo aver ricordato il “forte intreccio esistente tra corruzione ed economia”, si è soffermato sui danni che la corruzione provoca all’economia: minori investimenti, minor ricerca, minor concorrenza, minor competitività. “La battaglia da condurre – ha concluso Caringella – è che lo Stato e i cittadini non devono mostrarsi indifferenti perché questo significa essere complici”.


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