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Intervista a Romolo Guasco: «Senza tutto quel degrado avrebbe un pregio maggiore»

Romolo Guasco, Direttore di Confcommercio Roma, dallo studio di Deloitte il Colosseo si conferma un grande attrattore culturale e, di conseguenza, economico. Tutto questo basta alla città?

«È bello che qualcuno sia riuscito a quantificare quanto spesso si dice, cioè che di cultura “si mangia”. A maggior ragione, forti anche di questi dati, possiamo dire che attorno al monumento c’è bisogno di più cura, di più sicurezza e di lotta al degrado, che è terribile e che fa davvero male a tutta la città. Proprio al Colosseo tutto questo assume un valore emblematico. Certo, però, non è una bella pubblicità quella dei turisti che si fanno un selfie e diffondono sui social le foto con lo sfondo dei rifiuti abbandonati».

C’è qualcosa che spinge il turismo nella Capitale?

«C’è più di un aggregatore, ma il grande tema del turismo a Roma è quello legato al ritorno dei visitatori. In pratica, la prima volta tutti vogliono vedere il Colosseo, la Basilica di San Pietro e Trinità dei Monti. Sta a noi dare loro la voglia di ritornare e quindi far vedere itinerari alternativi, molto importanti, che già ci sono. Basti pensare a quelli che vanno dall’Appia Antica a Ostia, dove c’è un’area archeologica meravigliosa ma che non ha i numeri che invece meriterebbe. In pratica, quello del ritorno dei visitatori è un problema che riguarda da sempre la Capitale».

Sul campo ci sono soluzioni?

«Il Campidoglio si sta muovendo per far respirare un’atmosfera diversa, con offerte di servizi, eventi, mostre temporanee che spingano le persone a ritornare. Si sta lavorando anche per un turismo di altospendenti, con Altaroma, la sfilata di Valentino a Roma e i grandi eventi sportivi. Il Giubileo, invece, sarà un grande momento di turismo popolare».

Come è cambiato il commercio attorno al Colosseo?

«C’è tutta un’area che va da Termini al Vaticano che risente direttamente dell’afflusso dei turisti. Il commercio è stato provato dalla pandemia. Il Colosseo continua certamente ad attrarre, ma se ci fossero altri investimenti può esserci di sicuro più crescita per tutti. Di certo serve un insieme di attrattori internazionali e di esercizi commerciali locali di qualità che si sappiano distinguere per un’offerta diversa legata alla moda, all’arredamento. Ecco, oggi ci manca questo mix che una volta era molto forte e che invece con l’impoverimento ha messo a dura prova ».

IL MESSAGGERO ROMA 26/07/2022

 

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