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INPS – FONDO DI INTEGRAZIONE SALARIALE: CAUSALE DI RIORGANIZZAZIONE

L’INPS, con il messaggio n. 1509 del 17 aprile 2024, ha fornito ulteriori precisazioni e chiarimenti in ordine, in particolare, alle varie tipologie di interventi strutturali che possono integrare la causale “Riorganizzazione aziendale” nelle domande di accesso all’assegno di integrazione salariale garantito dal FIS.

Come previsto nel D.M. n. 33/2022 e nella circolare n. 109/2022, la riorganizzazione aziendale si concretizza nella necessità del datore di lavoro di realizzare interventi volti a fronteggiare inefficienze della struttura gestionale, commerciale, produttiva o di prestazioni di servizi, all’interno di un programma finalizzato in ogni caso a un consistente recupero occupazionale.

Si evidenzia che la causale in argomento si caratterizza per elementi contraddistintivi propri che la distinguono dalle altre causali che possono essere integrate dal FIS:

  •  la programmazione e predisposizione degli interventi da svolgere rende tale causale svincolata dal requisito dell’imprevedibilità;
  • non viene richiesto che il datore di lavoro versi in una situazione di crisi o andamento involutivo della produzione, anzi il datore di lavoro richiedente deve comunicare gli investimenti relativi agli interventi di riorganizzazione che intende adottare.

L’INPS precisa, che integrano la causale in esame anche quegli interventi di ristrutturazione dei locali che generano un riammodernamento e/o un ampliamento della struttura, finalizzato a rispondere al meglio ai bisogni della propria clientela o agli attuali flussi turistici, rendendo il servizio offerto più funzionale e variegato e consentendo, così, all’azienda di posizionarsi ad un livello superiore nel mercato in cui opera e, quindi, di diversificare il pubblico che accede al servizio.

 A titolo esemplificativo e non esaustivo, rientrano tra questi interventi di ristrutturazione:

  • l’ampliamento della superficie di camere e bagni privati;
  • la creazione di sale ed aree comuni;
  • l’implemento dei servizi igienici con impermeabilizzazione dei bagni;
  • il rinnovamento dell’arredo e della dotazione delle camere;
  • la sostituzione ed innovazione dei servizi proposti e quindi un miglioramento della struttura ricettiva;
  • la realizzazione di interventi di restauro e risanamento conservativo della struttura, tra cui il rifacimento della facciata ed i relativi infissi;
  • tutte quelle azioni volte ad eliminare le barriere architettoniche dell’immobile, come la realizzazione di ascensori che permettano di rendere più agevole la mobilità e gli spostamenti tra i locali, rendendo così la struttura accessibile anche alle persone diversamente abili o con ridotta mobilità.

Queste azioni si configurano come strategie commerciali e di marketing volte alla rivalutazione dell’attività e consentono, quindi, all’azienda di accrescere la propria competitività promo-commerciale. Tali interventi strutturali determinano, infatti, una modernizzazione ed una maggiore qualità dei servizi offerti, permettendo all’azienda di ridurre una inefficienza produttiva, di migliorare il proprio business e di aumentare la propria capacità competitiva ed attrattiva, attraverso l’ampliamento dell’offerta verso categorie di clientela prima escluse, garantendo, così, alla struttura di accedere ad un rating più alto.

L’INPS, ribadisce infine che rimangono fermi gli altri requisiti previsti dalla normativa per la causale riorganizzazione, così come illustrati nella circolare n. 109/2022.

INPS – MESSAGGIO 1509/2024

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