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Imprese e futuro: il 70% di esse ha fiducia in un possibile miglioramento

Nel 2025 la Capitale sarà al centro dell’attenzione grazie all’inizio del Giubileo. Il settore terziario, in tale contesto, risulta essere parte trainante dell’economia romana, grazie all’aumento dei turisti dopo la crisi pandemica del 2020.

I dati dell’Osservatorio economico Confcommercio Roma

Secondo i dati elaborati dell’Osservatorio economico di Confcommercio Roma, che su base trimestrale monitora un campione rappresentativo delle imprese del territorio della Capitale, tra dicembre 2023 e marzo 2024 di riduce il numero degli imprenditori che ritiene che la situazione economica sia peggiorata, con un valore che passa dal 39% al 35%.

L’indice previsionale di fiducia sul futuro a giugno potrebbe raggiungere quota 40.

Tale sentimento di fiducia è visibile soprattutto nelle attività della ristorazione, della ricezione turistica e dei servizi alle imprese, che pongono l’indice della Capitale in posizione superiore rispetto alla media nazionale, sottolineandole l’importanza su scala italiana.

Imprese del commercio al dettaglio

Una situazione più complessa la vive il commercio al dettaglio non alimentare. Nel primo trimestre del 2024, infatti, non hanno né aumentato il numero dei clienti né quello relativo agli acquisti. È aumentato, però, il valore delle merci acquistate, evidenziando l’incidenza dell’inflazione sui bilanci delle attività.

Richieste di credito

Diminuiscono le imprese che hanno fatto richiesto di credito negli ultimi tre mesi e resta invariata al 59% la percentuale delle attività che hanno visto accolta la propria richiesta.

Le motivazioni della richiesta di credito sono diverse: il 56% per esigenza di liquidità e di cassa, il 33% per investimenti, 11% per la ristrutturazione del debito.

Le imprese extra agricole

Le attività extra agricole sono meno di 300mila nella provincia di Roma, e il terziario ne comprende la fetta più grande: sette imprese su dieci (77%) sono concentrate sul turismo, commercio e servizi.

Nel primo trimestre dell’anno il saldo tra aziende nuove e cessate, però, peggiora rispetto al 2023 contando -1928 esercizi.

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