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FIPE Confcommercio Roma: subito apertura pubblici esercizi del Lazio fino alle ore 22

Il Consiglio Direttivo di Fipe Roma, riunito in seduta permanente dinanzi alla grave crisi in cui versano i pubblici esercizi di Roma e provincia a causa del protrarsi delle misure restrittive che in particolare per i ristoranti si traducono in un secondo lungo lockdown, chiede che la Regione Lazio attivi immediatamente le procedure per portare l’orario di apertura delle attività fino alle ore 22.00.

Il Consiglio, per consentire la sopravvivenza delle 40 mila imprese della Regione di cui i due terzi operano nella città metropolitana di Roma Capitale, chiede inoltre altre misure urgenti tra le quali:

  • cancellazione della seconda rata della TARI
  • prolungamento a tutto il 2021 dell’occupazione di suolo pubblico a titolo gratuito
  • riduzione dei canoni di locazione per i locali ad uso commerciale per tutto il 2021
  • blocco degli sfratti per le attività commerciali fino al 31/12/2021
  • finanziamenti garantiti restituibili in 20 anni con 36 mesi di preammortamento

Con le misure restrittive in vigore fino al 7 gennaio – dichiara Sergio Paolantoni, Presidente di Fipe Confcommercio Roma – i pubblici esercizi, in particolare i ristoranti, sono di fatto entrati in un secondo lockdown che porta a 140 giorni la chiusura nel 2020. Qualsiasi impresa farebbe fatica a sostenere l’impatto di un così lungo periodo di inattività e pertanto è urgente che si proceda da un lato all’allungamento immediato dell’orario fino alle 22 e dall’altro a definire con altrettanta immediatezza il calendario per il ritorno al normale svolgimento dell’attività. Le nostre aziende hanno bisogno di programmazione mentre oggi c’è solo incertezza, addirittura non sappiamo quando cesseranno le misure restrittive in vigore.

I dati epidemiologici della Regione Lazio, prosegue Paolantoni, consentono fin da ora di dare piena attuazione al principio secondo cui va coniugata tutela della salute e salvaguardia dell’economia. Nella nostra regione 40 mila imprese e 150 mila lavoratori stanno vivendo una drammatica situazione di difficoltà a cui occorre dare urgente risposta“.


Il Consiglio Direttivo ha dato mandato al Presidente di valutare ulteriori e più incisive iniziative perché le imprese vengano messe nelle condizioni di tornare a lavorare in sicurezza secondo i normali orari di attività.

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