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LEGALITÀ, FARINA: “CONFERMIAMO IL NOSTRO SOSTEGNO PER IL RILANCIO DELLE IMPRESE SEQUESTRATE”

“Ci sono criticità normative ed applicative nel coinvolgimento di imprenditori e manager per il rilancio delle imprese sequestrate, ma come Confcommercio Roma, confermiamo il nostro convinto sostegno anche attraverso il nostro sistema della bilateralità”. Queste le parole del Direttore di Confcommercio Roma Pietro Farina intervenuto all’incontro dal titolo “Ripartiamo. Il terziario riparte dalla legalità. Il recupero e il rilancio dei beni sequestrati” organizzato per il 5 aprile da Cgil nazionale e Filcams Cgil. “Roma è sotto i riflettori di tutta Italia e del Mondo – ha proseguito Farina – È fondamentale far sapere che esiste un sistema articolato, giudiziario e delle parti sociali che sostiene le imprese oggetto di sequestri e confische per non disperdere il loro patrimonio economico e sociale e per dare un’immagine positiva della nostra Città, che è stupenda, ma spesso additata come esempio di scarso rispetto della legalità”.

Ad aprire i lavori del convegno la Segretaria generale della Filcams, Maria Grazia Gabrielli, alla quale hanno fatto seguito gli interventi di Guglielmo Muntoni, Presidente delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, Paolo Ghezzi, direttore di InfoCamere, Domenico Posca, amministratore giudiziario e Camillo Deberardinis, direttore CFI.

“Con le misure di prevenzione viene sequestrato un patrimonio enorme affidato ai pubblici ufficiali il cui compito deve essere gestirlo al meglio, ovvero salvare le attività, i posti di lavoro, rimettere in circuito questi beni” – ha dichiarato Guglielmo Muntoni – “Fino ad oggi siamo riusciti a mantenere in attività il 90% delle aziende sequestrate”. “Solo il Tribunale di Roma – ha poi aggiunto – gestisce 450 aziende attive tra aziende sequestrate e confiscate, oltre 2 mila immobili, per un patrimonio complessivo di 7 miliardi. Purtroppo ci sono esempi di gestione negativi, come il caffè de Paris, ma il legislatore punta verso una buona gestione. L’obiettivo è alla portata, la volontà è non solo togliere il patrimonio ai criminali ma mantenerne il valore, rimetterli nel circuito e preservare il lavoro”. Tra gli esempi di gestione positiva di bene sequestrato, Muntoni ha citato il Porto di Ostia. “Colpisce a Roma – ha concluso il magistrato – delle aziende sequestrate, non solo la quantità del lavoro in nero ma soprattutto l’altissimo costo dell’affitto dei locali”.

Al dibattito erano presenti anche Tommaso Tanzilli di Federalberghi Roma, Guido Lazzarelli, Presidente EBIT Lazio, Giancarlo Mulas per l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio e Andrea Laguardia di Legacoop Produzione e Servizi, ,

Le conclusioni sono state affidate al segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra.


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