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Chevallard: “Il Giubileo sia un’occasione di rilancio della città, Confcommercio Roma pronta per la sfida”

Lo scorso 29 marzo, dopo anni di commissariamento, Confcommercio Roma, ha eletto Pier Andrea Chevallard presidente. Un nuovo corso inaugurato in un momento cruciale per la vita della Capitale, che si prepara a importanti appuntamenti, come il Giubileo 2025.

L’agenzia di stampa Dire ha intervistato il presidente Chevallard per fare il punto sul futuro dell’associazione e sulle sfide che attendono la città.


Dopo anni di commissariamento, questa grande associazione del commercio e del terziario della Capitale d’Italia ha trovato un nuovo presidente e amministratore delegato di Tinexta Spa, una società importante che ha base qui, a Roma. Quali sono le priorità di questo suo nuovo mandato?

Siamo usciti da una fase difficile. Finalmente Confcommercio Roma riprende a giocare il suo ruolo importante su questo territorio, perché questa città è fatta di imprese di commercio, servizi, turismo e professioni in cui la nostra associazione è destinata a giocare un ruolo importante. Ci sono alcune priorità a breve che credo siano evidenti a tutti: il rilancio della città passa anche per alcuni interventi che sarebbero considerabili di ordinaria manutenzione. Pensiamo al tema dei rifiuti, del decoro urbano. Ma poi ci sono interventi più strutturali, di lungo periodo, su cui credo che tutti dobbiamo impegnarci. Tra questi, c’è la valorizzazione di Roma come grande nodo italiano dei servizi. Questo vuol dire anche lanciare un messaggio di fiducia nella crescita economica, un messaggio di fiducia ai tanti giovani che alla città si avvicinano e che qui studiano.

Nella nostra regione, il terziario e il commercio hanno un peso rilevante dal punto di vista economico: il 77% del totale delle imprese attive riguarda questo settore con 93mila aziende dedicate al commercio, 32mila al turismo e 100mila ai servizi.

Il commercio, il turismo e i servizi sono la realtà più importante della nostra città e Confcommercio è sicuramente l’associazione più rappresentativa in questo campo. Questo noi lo sappiamo e siamo pienamente consapevoli della nostra responsabilità. Oggi il commercio, i servizi e il turismo contribuiscono con una fetta rilevantissima alla produzione di ricchezza nella Capitale. E Confcommercio Roma rappresenta gli imprenditori e gli operatori economici che generano e producono ricchezza.

Il Giubileo è un appuntamento fondamentale per la Capitale che porterà nella nostra città milioni di persone. È un evento che investirà direttamente anche il terziario e il commercio, dunque gli associati a Confcommercio, ma anche la Giunta comunale. Qual è la vostra sensazione sulla preparazione di Roma? Siamo in tempo? Ci sono ritardi?

Credo che i ritardi siano purtroppo evidenti a tutti. Il piano di investimenti – che era importante, che avrebbe e che dovrebbe contribuire a ridisegnare Roma nella prospettiva del Giubileo – forse è in ritardo, ma speriamo che questo ritardo venga recuperato. Il Giubileo è un’occasione formidabile di rilancio anche di Roma nel mondo, visto che troppo spesso negli ultimi anni questa città è stata avvicinata a immagini non edificanti. Noi, ovviamente, come associazione siamo pronti, i nostri associati lo sono. È evidente che sarà necessario l’impegno di tutte le pubbliche amministrazioni, a tutti i livelli, per far sì che questa sia una grande occasione di arricchimento del territorio.

Il Campidoglio ha deliberato una Fascia verde Ztl. Qual è punto di vista di Confcommercio Roma, associazione che rappresenta moltissimi imprenditori che verranno investiti in pieno da questa riorganizzazione?

Il settore del trasporto merci dovrà essere oggetto di una deroga, altrimenti la città rischia di essere paralizzata al ribasso e il commercio fortemente penalizzato. Quello sulla nuova Ztl è un ragionamento piuttosto articolato. Da un lato, ciò che l’amministrazione comunale propone non può che trovarci d’accordo. Iniziative tese a ridurre l’inquinamento e a migliorare la mobilità all’interno della città non possono che essere condivisibili. Dall’altro, però, temo che sui tempi non ci troviamo d’accordo, perché provvedimenti eccessivamente drastici e perentori, con date già fissate, non sono compatibili con l’organizzazione attuale del lavoro e del sistema dei trasporti. Se tutto ciò avesse coinciso con il varo precedente di un grande piano parcheggi e con il ridisegno del trasporto pubblico, forse anche la tempistica sarebbe stata accettabile. Ma non è così.

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