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Caro energia, le attività in difficoltà entrano nel mirino degli usurai

L’allarme è già scattato, 1.800 piccole imprese della Capitale sono a rischio fallimento. Ma non solo: il caro energia rischia di consegnare le attività nelle mani degli usurai. Sono i numeri raccolti dallo sportello Antiusura Confcommercio a confermare quanto sta accadendo.

Dallo scorso luglio le richieste di aiuto sono raddoppiate. Così come le denunce. Con una media di 15 richieste di supporto al giorno: «Il nostro sportello ha registrato un’impennata di richieste, pari al 100% in più, rispetto al trimestre precedente. Si tratta perlopiù di attività a conduzione familiare, soprattutto bar, che rischiano o di chiudere o di finire in mano agli usurai per una bolletta da 3 mila euro» spiega Luigi Ciatti, Responsabile Ambulatorio Antiusura Confcommercio.

«Il dato che ci preoccupa – sottolinea Ciattiè che gli imprenditori rischiano di perdere tutto per somme relativamente piccole. A questo si somma anche un altro elemento di grande preoccupazione. Difficilmente – spiega Ciatti chi contrae un debito di questo genere riesce a sanarlo, il passo successivo è consegnare nelle mani degli strozzini le attività. Ecco perché in questo momento il fattore tempo è determinante: tra sei mesi le aziende che stanno accusando più pesantemente la crisi, potranno già essere passate nelle mani sbagliate».

Intanto lo sportello Antiusura ha potenziato i servizi per rispondere all’impennata delle richieste. Con consulenze e servizi specifici stanno aiutando gli imprenditori a dilazionare le uscite. Ma far quadrare i conti non è facile: «Chi gestisce piccole attività commerciali – aggiunge il responsabile dello sportello – non deve affrontare solo i costi raddoppiati dei consumi. C’è anche l’affitto delle mura e, non ultimo, l’aumento delle materie prime. Ecco perché far quadrare le entrate e le uscite è sempre più complicato».

La prima stangata per le 5 mila imprese romane del settore legato alla ristorazione, è arrivata a luglio con le prime bollette di gas ed elettricità. I titolari dopo aver esposto, per protesta, le bollette nelle vetrine dei loro locali (27 agosto) hanno poi attivato una serie di contromisure nel tentativo di contenere i consumi e quindi i costi. La protesta dei commercianti si è allargata ancora a settembre (l’otto) quando, insieme alle bollette hanno esposto anche dei manichini impiccati. Mentre le associazioni di categoria si sono mobilitate per chiedere sostegni, ristori e aiuti per i piccoli imprenditori travolti dai conti da saldare e dai debiti. «Il momento è davvero molto delicato – conclude Ciatti– si tratta di attività che non hanno fatto in tempo a uscire dalla crisi Covid che sono state travolte da una nuova emergenza».

 

RASSEGNA STAMPA

IL MESSAGGERO 20/09/2022


 

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