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Burocrazia: la maggior parte delle imprese boccia la pubblica amministrazione

A commentare il Presidente Confcommercio Roma, Pier Andrea Chevallard “Le imprese del commercio e del turismo avvertono una grande distanza dalla pubblica amministrazione”

Otto imprese su dieci del settore terziario romano non si sentono ascoltate dalle istituzioni locali.

 A riportare il sentiment generale, un’indagine realizzata da Format Research per Confcommercio Roma, avente come scopo di analizzare il clima di fiducia, l’andamento dei principali indicatori dell’economia reali e i livelli di occupazione delle imprese del terziario di Roma.

I dati che emergono sono interessanti: il 54% delle aziende partecipanti prevede che il proprio fatturato non cambierà nel 2024; solo il 28,7% crede che migliorerà.

Per incentivare lo sviluppo del settore, il 78,8% degli imprenditori crede sia necessario diminuire le pratiche burocratiche, reputando, inoltre, fondamentale la presenza di un’offerta congrua di servizi per l’evoluzione digitale.

A commentare tali dati, Pier Andre Chevallard, Presidente Confcommercio Roma: “Le imprese del commercio e del turismo avvertono una grande distanza dalla pubblica amministrazione soprattutto in termini di procedure amministrative che risultano complesse e lente. È quindi centrale il tema della troppa burocrazia, che rallenta e ostacola anche gli investimenti all’estero. Purtroppo, su questo tema non si avverte ancora un cambio di rotta” conclude.

Il Presidente si è anche espresso sulla tematica inerente alla questione tecnologica: “Dalla ricerca sono emersi altri temi, per esempio che la maggior parte delle imprese è in difficoltà con la transizione digitale: il Comune ci sta lavorando, ma siamo comunque in ritardo”.

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