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AGENZIA DELLE ENTRATE – BENEFIT OFFERTI AI DIPENDENTI NELL’AMBITO DI UN PIANO WELFARE AZIENDALE ATTRAVERSO L’UTILIZZO DI UNA APPLICAZIONE INFORMATICA

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad interpello n. 74 del 21 marzo 2024, ha fornito chiarimenti in merito ad un piano di welfare aziendale che prevede un’applicazione dedicata (APP),  per  l’accesso  alla  fruizione  di  servizi  di  mobilità  sostenibile per il tragitto casa – lavoro – casa, destinata ai dipendenti.

In particolare, l’stante chiede se i suddetti servizi di mobilità sostenibile rientrino nell’ambito dell’articolo  51, comma 2, lettera f), del Tuir, che prevede che non concorrono alla formazione  del  reddito  di lavoro  dipendente  “l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità  a  disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale” per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, se erogati alla generalità dei dipendenti o a categorie di essi.

La risposta dell’Agenzia è positiva ritenendo che i servizi di mobilità sostenibile per il tragitto casa – lavoro – casa, ivi compreso l’utilizzo dell’APP, rispondano alle finalità di ”utilità sociale” individuate dal comma 1 dell’articolo 100 del TUIR, e quindi, possano rientrare nella previsione di cui all’articolo 51, comma 2, lettera f), del TUIR.

Come anticipato, il comma 2, lettera f), prevede che non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente “l’utilizzazione delle opere e dei servizi riconosciuti dal datore di lavoro volontariamente o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale offerti alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti e ai familiari indicati nell’articolo 12 per le finalità di cui al comma 1 dell’articolo 100”.

Tramite precedenti circolari e risoluzioni, l’Agenzia delle Entrate, ha più volte precisato che, affinché si determini l’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente, devono verificarsi congiuntamente le seguenti condizioni:

  • le opere e i servizi devono essere messi a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti;
  • le opere e i servizi devono riguardare esclusivamente erogazioni in natura e non erogazioni sostitutive in denaro;
  • le opere e i servizi devono perseguire specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto di cui all’articolo 100, comma 1, del Tuir.

Inoltre, le opere e i servizi contemplati dalla norma possono essere messi direttamente a disposizione dal datore di lavoro o da parte di strutture esterne all’azienda, a condizione che il dipendente resti estraneo al rapporto economico che intercorre tra l’azienda e il terzo erogatore del servizio.

Riguardo alle modalità di fruizione dei benefit, nella risposta ad interpello del 31 ottobre 2019, n. 461, è stato affermato che rientra nella citata lettera f) anche l’utilità in natura recata ai dipendenti dal servizio di car pooling aziendale messo a disposizione dal datore di lavoro, attraverso piattaforma informatica, per il tragitto casa­-lavoro-casa. In particolare, nella citata risposta è stata riconosciuta l’applicabilità della lettera f) in considerazione del fatto che con il  servizio di car pooling il datore di lavoro non offre un servizio di trasporto organizzato dallo stesso (ipotesi disciplinata dalla lettera d) del medesimo articolo 51 del Tuir), ma, attraverso un apposito contratto con un soggetto terzo, mette a disposizione della generalità dei propri dipendenti una piattaforma informatica, il cui utilizzo è lasciato alla volontà dei lavoratori, con l’obiettivo di ottimizzare e ridurre i costi sociali e individuali relativi al tragitto casa-lavoro-­casa aumentando, nel contempo, la puntualità dei dipendenti rispetto all’orario di lavoro e favorendone la socializzazione anche a vantaggio della produttività del lavoro aziendale.

L’Agenzia delle Entrate ritiene che nella casistica prospettata dall’Istante, le suddette disposizioni sono rispettate in quanto i servizi sono disponibili:

  • solo in favore di coloro che  non abbiano  già l’assegnazione in  uso  promiscuo  di  una autovettura  a  titolo  di  fringe  benefit;
  • solo nei casi in cui la sede di lavoro sia in luoghi che consentano il riutilizzo del mezzo di trasporto da parte di altre persone, così da garantire l’effettiva condivisione dell’uso di tali mezzi in funzione della riduzione dei costi sociali del trasporto.

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISPOSTA 74/2024

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