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1,5MLN DI EURO DALLA REGIONE LAZIO PER IL COMMERCIO NON ALIMENTARE SU AREE PUBBLICHE

La Regione Lazio ha stanziato 1.500.000 euro di contributi a fondo perduto a favore delle imprese del commercio su aree pubbliche (ambulanti) del settore non alimentare, la cui attività è stata limitata nel mese di novembre.

Il contributo massimo previsto è di 600 euro ad impresa
Gli ambulanti non alimentari potranno presentare fino a un massimo di 3 richieste per 3 distinte concessioni, per un importo complessivo massimo di 1.800 euro.


I ristori sono destinati alle imprese titolari di concessione di suolo pubblico – e relativa autorizzazione all’esercizio dell’attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche – per posteggi inseriti in mercati, mercatini degli hobbisti e mercatini per la vendita o esposizione di proprie opere d’arte ed opere dell’ingegno a carattere creativo e similari che:

  • sono in possesso dei requisiti di onorabilità, di cui all‟articolo 71, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59;
  • sono in possesso dell’iscrizione ai registri camerali quale impresa attiva, per il commercio del settore merceologico non alimentare alla data di pubblicazione dell’Avviso Pubblico;
  • hanno la propria Sede Legale ed esercitare l’attività di commercio su aree pubbliche nel territorio della Regione Lazio;
  • sono in possesso, alla data di pubblicazione dell’Avviso Pubblico, di attestazione di regolarità contributiva, quale il DURC, ovvero di altra documentazione comprovante la regolarità contributiva, oppure di attestazione rilasciata dall’INPS di rateizzazione del debito contributivo.

Le imprese dovranno presentare, in modalità telematica alla società regionale in house LazioCrea e nei termini stabiliti dall’avviso pubblico, apposita richiesta e relative autocertificazioni in cui attestano, oltre al possesso dei requisiti indicati al punto precedente, i dati necessari per l’effettuazione delle previste verifiche, in particolare:

  • la ragione sociale e/o la denominazione dell’impresa
  • il numero di P.IVA e/o codice fiscale
  • gli estremi dei titoli abilitativi per cui è richiesto l’indennizzo, fino ad un massimo di tre concessioni
  • la C.C.I.A.A. presso la quale è iscritto quale impresa attiva nella tipologia di attività per cui è stata rilasciata la concessione oggetto di rinnovo.

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